sabato 20 febbraio 2016

GaGa

Mica è convinto il mio amico Gabriel, scuote la testa, un’oscillazione da destra a sinistra e ritorno mentre io mi accaloro e insisto che, no, non è possibile per un nanetto di un metro e diciotto, rachitico, con un principio di stempiatura che dalle tempie arriva alla nuca, lo sguardo da trota salmonata, non è possibile sperare di poter un giorno porre fine alla propria verginità con una donna, un individuo di sesso femminile, nel pieno delle sue facoltà mentali, non plastificato e ancora respirante.
No, il mio amico Gabriel non è d’accordo e me lo dice chiaro e tondo che: “non conta l’aspetto fisico, sono altri i pregi che un uomo…”, un nano, puntualizzo io, “… un uomo, per quanto nano, può far valere per conquistare un cuore femminile”.
A parte il fatto che io non punto al cuore, dopo decadi di astinenza sessuale, litri di testosterone inesploso che fluttuano nel mio piccolo corpo, il cuore non è l’obiettivo primario, a parte questo ha un bel dire il mio amico Gabriel che l’aspetto fisico non sia determinante, lui che veleggia sul metro e novanta, occhi verdi veleno, fisico armonioso, mento volitivo (qualsiasi cosa voglia dire “volitivo”).

“Cosa credi, che io piaccia alla donne per come mi presento?” domanda che a me appare retorica, ma per lui no “a colpirle è il mio nome, senti che bel nome che ho… Gabriel (lo sussurra con voluttà per poi scandirlo) … Ga… bri… el”, nel farlo mostra denti bianchissimi e labbra rosa carnose che quasi quasi me lo bacerei pure io.

“Vuoi dire che solo per un nome?”

“Nome e cognome. Devono andare d’accordo fra loro, il primo da il la al secondo, gli prepara il terreno, in modo che i due esprimano un suono accattivante, un suono irresistibile, che costringerà alla resa qualsiasi donna.”

“Gabriel… Garko” in effetti suonano bene entrambi, presi singolarmente e ancor più se pronunciati in coppia.

“E poi, se ci fai caso, se accosti le loro sillabe iniziali, ottieni un evocativo…”

“GaGa”

“Bravo, hai capito, GaGa o Gagà, alla francese. Tu invece, tu che nome hai?” sguardo accusatorio del mio amico Gabriel.

“Ma lo sai benissimo: PuroNanoVergine”

“E di cognome?”

“Nessun cognome, sai anche questo”

“E dove vuoi andare con un misero PuroNanoVergine, lasciato lì, solo con la sua mancanza di musicalità, senza un cognome che gli faccia compagnia?”

“Potrei aggiungerci un cognome fittizio, che ne so, un Purgo: PuroNanoVergine Purgo mi sembra un bel passo in avanti.” tento una difesa propositiva.

“Accosta le sillabe, dai, accostale!” il mio amico Gabriel inizia a irritarsi.

“PuPu o Pupù” chino la testa attendendo la giusta decapitazione.

* * *

Sabato sera sul divano, il portatile sulle ginocchia, visione di “Biancaneve e i 7 Nani” (categoria Funny Video, sito pornhub.com).
La tenera fanciulla è svogliata quanto il sottoscritto, i 18 cm di Brontolo rientrano nella consuetudine trombatoria, sono la routine sia per lei (protagonista attiva della storia) sia per il nano spettatore (la piccola testa con un principio di stempiatura sta per crollare sotto i colpi di una sonnolenza prematura e della noia da auto-self-godup).

Sopracciglia sinistra alzata (per Biancaneve e per il PuroNano) di fronte ai 22 cm di Dotto.

Sopracciglia sinistra e destra alzate (per il PuroNano e per Biancaneve, che appare un pizzico preoccupata) perché, ohibo, quel Cucciolo prossimo ai 30 è del tutto inaspettato al punto che per un istante riemergo dalla sonnolenza, mosso dall’invidia per i nani iperdotati (conferma della regola della L che mi vede, purtroppo, deprecabile eccezione).

* * *

Mentre osservo sbalordito il Cucciolo possente ripenso alle parole dell’amico Gabriel, all’anagrafe come base del successo con le donne, alla possibilità che l’amico Gabriel si sia preso gioco di me con la storia del nome che determina la possibilità di accoppiarsi o meno con una dolce pulzella.

Spengo il portatile sull’orgasmo cucciolesco e accendo il telefonino.

Devo chiarire la cosa, perché a darmi fastidio non è tanto il sabato sera solitario, quanto l’esser probabile vittima di una frottola da parte di un amico di lunga data.

“Senti Gabriel…” non c’è tempo per i convenevoli “… quella faccenda del nome e del cognome, confessa, sii sincero, era tutta una balla? Non mi dirai che”

(mi interrompe)

“No, no, te lo dico e te lo ripeto. Il nome è fondamentale e ora, ora, togliti il reggiseno”

(strabuzzo gli occhi)

“Il reggiseno?”

(in sottofondo una risata femminile)

“Scusa PNV, non dicevo a te. Sai, sono qui con un’amica che”

“Se vuoi, richiamo domani, non vorrei interrompere un’emozione.”

“Figurati…” riprende il Garko prossimo alla copula “… non interrompi nulla. A proposito di nomi, lo sai come si chiama la signorina che mi sta sballonzolando le tette davanti?”

(silenzio del sottoscritto)

“Si chiama Debora Deboscia. Hai capito PNV? Nome e cognome perfetti, promesse di grandi emozioni. Se non fosse stato per quel DeDe mica me la sarei portata a casa, visto che in fondo in fondo non è questa gran bellezza.”

attimo di pausa dell’amico Gabriel, le sue ultime parole, il suo capitolare di fronte a una bruttina baciata in fronte dalla fortuna anagrafica, mi hanno quasi convinto quando sento un: “AHIII!!!” seguito da un “Perdonami Simona, era solo uno scherzo per un vecchio amico. Dai, ti prego, non fare così, lo sai quanto mi piaci!? Perché non vieni qui, avvicinati, bene, brava, così, ondeggia il culo e ora, che ne dici di un salutino al mio amico, magari un giorno te lo presento. Come si chiama? Si chiama PuroNanoVergine e… come? Uno con un nome così non ti interessa?”

Nervosismo nanesco.

“Gabriel, basta con questa storia del nome e cognome. Ammettilo: la bellezza viene prima di tutto”

(tono risoluto nella mia voce)

“Ok, lo confesso: il nome non c’entra nulla e neppure il cognome. Però, se lo vuoi sapere, la bellezza è solo al secondo posto, caro PNV, al secondo.”

“Secondo posto?”

(perplesso su dove voglia andare a parare l’amico che ora mi sembra sincero)

“Sì, secondo, perché in pole position vi è una cosa che tu, mi sa, non hai mai avuto.”

“Cosa?”

(ansioso della Garko risposta)

“La sicurezza. Devi credere in te stesso, nella possibilità, nel proporti a una donna, che lei possa rispondere con un inaspettato sì. Dimmi un po’ PuroNanoVergine, hai mai invitato una fanciulla a casa tua?”

“No, no, non mi sembrava possibile che…”

“Lo vedi? Non puoi mica sbarazzarti della tua puronanoverginità se non fai un primo, elementare, passo.”

“Ok, Gabriel, forse hai ragione, ma con quale scusa posso invitare una”

(sento l’amico sbuffare nel microfono del cellulare)

“Con una scusa qualsiasi. Guarda, puoi pure dirle se è interessata a vedere la tua collezione di farfalle.”

“Dai Gabriel, quella delle farfalle è uno stratagemma abusato, vecchio come il cucù.”

“Ma funziona, non conta la trovata in sé, ma la sicurezza con la quale la usi. Se hai il tono giusto, se le fai capire che lei non può non cedere alle tue avance, che la serata si dovrà concludere nel modo che entrambi, sottolineo entrambi, desiderate, beh, vanno bene pure le farfalle. A proposito di farfalle, di ‘farfalline’… SIMONA?!?!” l’amico Gabriel chiude la conversazione.

* * *

Devo ammettere che il mio amico Gabriel ha ragione.

È ora di mettere da parte dubbi e insicurezze, di provare, per la prima volta, a rivolgere un invito, esplicito, a una donna, però… però non posso, dopo anni di totale passività, partire ingranando la quinta e proporre la collezione di farfalle col sottointeso delle farfalline.

Il salto dalla puronanoverginità alla puronanocopulafocosa sarebbe eccessivo.

No, meglio procedere per gradi, con le dovute cautele (tenendo a bada il testosterone fluttuante).

Vada per l’invito, ma che sia un invito che abbia, come scopo finale, un più morigerato sbaciucchiamento, una passata e ripassata slinguatoria e nulla più.

Accantonate le farfalle dovrei pensare a qualcosa di meno… qualcosa che ora non mi viene in men… no, ci sono, ma certo, perché non proporre… però non so se qualcuno… qualcuno… qualcuno… qualcuno che voi sappiate ha mai collezionato crisalidi?

6 commenti:

Turz ha detto...

Ah, ecco perché ha cambiato nome, il buon Dario Oliviero.

PuroNanoVergine ha detto...

@Turz
Ho dovuto googlolare per capire il commento.
Non lo sapevo ;-)

Turz ha detto...

A questo punto, sempre per rimanere nel ponente ligure, sono chiare anche le motivazioni di Nicoletta Strambelli e di Veronica Scopelliti, ma soprattutto di Rosalba Pippa!

PuroNanoVergine ha detto...

òTurz
Conoscevo solo la Strambelli (in effetti Rosalba Pippa... in questo blog, però, sarebbe perfetta).

G ha detto...

Mi accodo a Turz...che fa il granfigo, sto Gaga, che tanto è finto?! ;-)
Pensa che sarà pure sicuro, ma quando l'ho incrociato in un bar parevo io appena sveglia dopo la notte di capodanno e quella di ferragosto insieme...
QUindi, Nano, ci piaci più tu! Almeno tu sei un Puro (NanoVergine), lui è un ex Dario! :-)

PuroNanoVergine ha detto...

@G
Grazie per la preferenza :-)
Ho sempre creduto che Garko piacesse al 99% delle donne, ma non sei la prima a stroncarlo (alcune mie colleghe lo trovano plasticoso).

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