venerdì 29 maggio 2015

Cul-de-sac



Ho paura di morire… ma anche di vivere.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

resta l'opzione "laissez faire, laisser passer"... :-)
lisistrata

PuroNanoVergine ha detto...

@lisistrata
E' vero, per quanto di non facile applicazione.

noelaltieri ha detto...

o cercato qualcosa di ironico, o divertente, o interessante da aggiungere al post ma, e me ne dispiace, non ho trovato nulla. Vivere, morire, sono difficili entrambe le cose e non c'è molto altro da dire.

PuroNanoVergine ha detto...

@noelaltieri
In effetti non è un post che invoglia al commento (ma rappresenta in parte il momento che sto vivendo ora ;-))

Ilaria* ha detto...

Credo che continuare a vivere - pur lottando in un mare in tempesta - sia l'azione più coraggiosa che possiamo compiere.
Morire.. uccidersi necessita di grande coraggio, ma vivere, forse, di più.
Comprendo molto questo post!
Ciao!

PuroNanoVergine ha detto...

@Ilaria*
Benvenuta.
Condivido in pieno il tuo commento.
Tempo fa avevo postato una frase di Calvino che lo esprime in modo perfetto:

"L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."

Ilaria* ha detto...

Questa frase di Calvino non l'avevo mai letta! Perdona la mia ignoranza, eppure ne conosco varie, questa mi è sfuggita... bella, terribilmente bella e vera.
Fai conto che adesso è gia' scritta su un foglio sulla mensola della mia camera. Non ogni giorno, ma ogni tanto (un periodo più o meno lungo) appendo la frase che si sposa con la condizione che sto' vivendo.
(Ok ti sembrerò pazza!)
Grazie mille per la risposta :)

PuroNanoVergine ha detto...

@Ilaria*
Ma quale pazzia (mi sembra normale ricordare frasi che rispecchiano la nostra condizione).
Calvino te lo consiglio, in particolare due raccolte di racconti (scritti meravigliosamente bene): "Le Cosmicomiche" e "Ti con zero".

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