domenica 22 maggio 2016

Per un pelo PNV perse l'infanzia

Due mesi fa, martedì notte, interno bagno.
Nel mezzo di una lunga e soddisfacente pisciata l’occhio cade sulla palla destra.
Il testicolo, da sempre imberbe, ospita un inatteso pelo della lunghezza di tre centimetri, un pelo grigio, esile, triste e solitario (che sia triste è una mia supposizione: d’altronde agitarsi in cima a un coglione senza qualcuno che ti stia accanto non rende di sicuro allegri).
La sbronza post festa per il mio 41esimo compleanno mi fa dubitare della reale esistenza del nuovo arrivato.

La mattina seguente, di nuovo sobrio, il pelo è ancora lì.
Sempre solo, unico in tutta la zona del pube, e sempre sconsolato.
La sua depressione non coincide con la mia euforia.
Gioia motivata: finalmente, con circa venticinque anni di ritardo, il sottoscritto può assaporare le stupefacenti turbolenze della pubertà!

* * *

Negli ultimi due mesi altri peli sono comparsi aggiungendosi al loro collega Neil Armstrong (il primo della serie merita un nome di battesimo).

* * *

Sono in bagno ed esamino la chioma pelosa con espressione accigliata.
Domanda esistenziale: i peli del pube vanno pettinati?
In che modo? Riga al centro, a destra, a sinistra?
Il pettine? Dove trovo un pettine adatto all’uso?
Chiedo alla mamma.

PNV                Mamma, sai se in giro abbiamo un pettine di scorta?
Mamma          (dubbiosa) Puoi prendere il mio, se ti serve.
PNV                Il tuo no, lo adoperi per i capelli, preferirei utilizzarne un altro.

Mamma          (molto dubbiosa) Figliolo caro, c’è qualcosa che non va? E poi, proprio tu mi chiedi un pettine? Ma se sei pelato!?

* * *

Prima dell’arrivo di Neil io le donne le vedevo solo come amiche, poco importa se fossero amiche in senso letterale piuttosto che cugine, zie, colleghe, mamme (una sola, quella del pettine negato), vicine di casa, parrucchiere, suore, catechiste, professoresse, vigilesse, contorsioniste...

Ora no.

L’amicizia ha segnato il passo, sostituita da qualcosa di indefinibile che in automatico mi stimola il piccolo pene e mi fa dirigere lo sguardo voglioso verso la prima coppia di mammelle che entra nel mio raggio d’azione.
L’attrazione tettonica è il secondo indizio di pubertà.
Un indizio con un lato negativo: la sola osservazione delle poppe temo non mi possa bastare.
La scossa elettrica parte dal pisello, ma termina la sua corsa inebriante sul palmo delle mani.

Seconda domanda esistenziale: le tette si possono toccare?
Ci vuole un permesso, un nulla osta del sindaco, un lascia tastare del prefetto?
Chiedo a Enrico, il cugino che studia giurisprudenza.

PNV                Scusa Enrico, ma le tette, che tu sappia, sono palpabili?
Enrico             In che senso ?
PNV                Hai presente Titti, la commessa della panetteria giù all’angolo?
Enrico             La tettona!

PNV                Proprio lei. Secondo te posso andare lì e affondare le mie piccole mani nelle sue superpoppe infarinate?

Enrico             Tu toccare le tette a Titti la tettona?
PNV                 É una domanda o uno scioglilingua?
Enrico             Una domanda.
PNV                 La risposta è sì. PNV palpa poppe panettiera pettoruta.
Enrico             Ma se sei pelato!?
PNV                 E cosa c’entra?
Enrico             Nulla, ma faceva pendant con la risposta di mammà.

* * *

Da due mattine, al risveglio, mi ritrovo nelle mutande una strana sostanza biancastra, una roba tipo la pappa reale, ma dall’origine sconosciuta.
Non ci sono alveari nelle vicinanze.
Nessuna domanda alla mamma o al cugino Enrico (sentirsi dare del pelato non è cosa gradevole).
Rapida ricerca su Google per scoprire che il fenomeno inspiegabile è invece spiegabilissimo.
Trattasi di polluzione notturna.
Mentre dormo il mio cervello pensa, sogna, si eccita, ordinando al pisello di produrre la pappa reale.
Sarà vero?
Me lo chiedo perché ieri notte ho si sognato, ma la protagonista del sogno era la signora Tigrotti, quella che abita sopra di me e che cammina tutto il giorno, anche la sera tardi, coi tacchi.
Possibile che la cosa mi ecciti a tal punto?

* * *

Incrocio la Tigrotti sulle scale.
Passo deciso il suo, a dispetto degli 84 anni.
Un attimo di imbarazzo poi mi decido ed esordisco con:

PNV                Signora Tigrotti, lo sa che l’ho sognata?
Tigrotti           (incuriosita) Davvero?
PNV                Si, veramente. E al mattino, grazie al sogno, ho pure pollulato.
Tigrotti           Non la capisco signor PNV?
PNV                La pappa reale nelle mutande. Bianca e viscosa.

Tigrotti           (scandalizzata) Ma come si permette ? Screanzato di uno screanzato. Vada via, brutto nano maiale. Ah, ma non finisce qui. Domani vado dai Vigili e la denuncio. Porco di un porco di un nano pelato.

Secondo me la Tigrotti dai vigili non ci va.
Mi urlava contro, ma si vedeva che neppure lei credeva nella propria indignazione.
Anzi.
Sbraitava e le tette, le due grosse flaccide tette che stazionano ad altezza del suo ombelico, si sono come irrigidite risalendo nella loro posizione originale.
Pochi secondi poi, mentre la vecchietta pronunciava la parola “vigili” con la V maiuscola, si sono di nuovo sgonfiate.
Alla Tigrotti mi sa che la polluzione di un giovane uomo, per quanto nano e pelato, non dispiace affatto tenuto conto che il signor Tigrotti, ad occhio e croce, non pollula più dal 1979.

* * *

Da infante il viso non era infestato da questi brufoli purulenti.
Ho provato varie creme senza esiti significativi.
L’alimentazione non c’entra nulla: il salame eliminato, il CiaoCrem al posto della Nutella (il primo come metadone della seconda), ma per un brufolo che se ne va altri tre ne spuntano, più agguerriti del primo. L’ultima speranza, prima di andare in giro col viso coperto da un passamontagna, è lo specialista.

Brufologo       I peli sul pisello, le tette che la eccitano, la polluzione notturna, ora i brufoli. É normale. Per quanto ritardata la sua è un’adolescenza come molte altre.

PNV                Mi vanno bene i peli, a Neil ci sono pure affezionato, guardare le tette è piacevole,  pollulare con la Tigrotti un po’ meno, ma la pelle butterata non riesco a digerirla. Dottore, non può darmi una cura risolutiva?

Brufologo       Non ne esistono. Al massimo provi con la buccia della mela. La deve lasciare per una ventina di minuti sul viso e vedrà che i brufoli si sfiammeranno fino a scomparire. Non fa miracoli, ma è sempre meglio delle creme che le vendono in farmacia.

PNV                (sconsolato) Ora che sono pubere posso perlomeno sperare in qualche effetto collaterale positivo? I ragazzi nell’età dello sviluppo crescono in statura. Io devo rimanere fermo al metro e diciotto per tutta la vita?

Brufologo       Perché, a che altezza vorrebbe arrivare ?
PNV                Almeno uno e venti. Ho un debole per le cifre tonde.

Brufologo       Provi con la buccia della mela. La deve lasciare per una ventina di minuti sotto la pianta dei piedi…

PNV                (abbandono lo studio lasciando il brufologo alle sue farneticazioni)

* * *

Nella spesa del sabato mattina il pettine rosso che ho nel carrello non da nell’occhio.
La cassiera me lo ha battuto dopo i filetti di pesce persico surgelati e prima della cera per il parquet senza notare l’incongruenza fra il prodotto acquistato e il nano pelato acquirente.
Esco dal supermercato.
Sono sereno: ora potrò pettinare i peli e mettere ordine nella boscaglia vietnamita che ha occupato buona parte del pube (Neil l’ho perso di vista, surclassato da certi pelazzi vatussi di lunghezza spropositata).
Per procedere devo però rispondere a una delle domande di inizio post.

Dove piazzare la riga?

Nella mano ho la moneta da 2 euro usata per il carrello della spesa.
La osservo per un attimo.
Nella scelta fra “sinistra – centro – destra”  un testa / croce non può bastarmi.
Ce ne voglio minimo due, ma come scegliere le due opzioni che sottoporrò per prime al lancio della moneta ?
Basta poco per perdere la serenità provata poco prima.
Non solo non trovo risposta alla domanda iniziale, ma ne devo affrontare una seconda che si preannuncia ancor più tosta della prima.
Le domande seguono il medesimo andamento dei brufoli che si presentano, senza soluzione di continuità, uno dietro l’altro, martoriando il mio povero viso.
Depresso, testa bassa, sguardo fisso sulla punta delle scarpe, non mi rimane che tornarmene a casa rimpiangendo il PNV di due mesi orsono: uno spensierato e gioioso nano bambino di 40 anni.

domenica 8 maggio 2016

(Ec)citazione #8



Queste rughe,
non  sono niente.
Questi capelli grigi,
non  sono niente.
Questo ventre afflosciato dal cibo vecchio,
queste caviglie livide e gonfie,
non  sono niente.
I miei occhi,
il mio cervello offuscato,
non  sono niente.
Sono lo stesso ragazzo
che mia Madre baciava.

(Mark Strand)

lunedì 25 aprile 2016

;