domenica 29 marzo 2015

La tomba dell'amore



A eccezione della Tipa Alternativa, che mi stese al suolo dopo un minuto e diciannove secondi, le donne sono solite tenermi sulla corda, non dandomi una risposta chiara e definitiva sulla loro disponibilità all’accoppiamento.

Fra tutte brilla per “indecisione” La Donna Della Mia Vita.

In realtà questo suo celestiale tergiversare mi sembrava un modo, delicato e compassionevole, per evitarmi il trauma del rifiuto (il suo pollice punta verso il basso, la mia piccola testa pelata e malinconica ne segue la traiettoria).

Mi sbagliavo.

Se una donzella tarda a rispondere non lo fa per gentilezza o per un sottile sadico istinto: sta semplicemente valutando, in modo che possa acquisire il maggior numero di informazioni possibili sul conto dell’aspirante ammiratore.
Metta alla prova la tenacia del pretendente il quale, nel perseverare, nel non darsi per vinto, guadagna, a sua insaputa, punti su punti (qualsiasi obiezione femminile al riguardo viene respinta alle mittenti: l’ipotesi non è formulata da un nano vergine dedito all’autoerotismo e all’autoconsolazione, ma dall’esimio Professor Robert Seymour dell’University College di Londra).

Come ogni regola vi sono delle eccezioni: ad esempio, il possedere uno Yacht Ferretti Altura 840 riduce drasticamente la durata della valutazione (positiva) da parte dell’esaminatrice.

Tornando al sottoscritto, tenuto conto dei giorni, dei mesi, degli anni, finora spesi a corteggiar La Donna Della Mia Vita e dei giorni, mesi, anni, decenni che occuperò perseverando nel corteggiamento (che siano decenni non ho alcun dubbio: noi nani abbiamo la vita bassa, ma lunga; La Donna Della Mia Vita, in qualità di dea, è tecnicamente immortale), applicando la formula del Seymour sopraccitato e moltiplicando il tutto per pi greco mezzi, totalizzerò la bellezza di 8.194.695,45 punti.

Punti totalizzati, come se il corteggiamento fosse paragonabile a una partita di flipper.

* * *

Per quanto lunga, la mia vita avrà un termine.

Per questo occupo buona parte delle mie inutili giornate a immaginarmi un possibile epitaffio da mettere sulla tomba (del tipo: “Non era un semplice mal di testa”), attività che svolgo quando non sono impegnato nell’adulazione della Donna Della Mia Vita o nell’accumulare denaro (in modo illecito, sia chiaro) per acquistare uno Yacht Ferretti Altura 840.

Ora, grazie al Professor Seymour, i miei sforzi epitaffiari sono terminati.

Sul marmo nero (stile monolito di 2001: Odissea nello spazio) vi sarà una foto che mi ritrae da piccolo (l’età indecifrabile: noi nani si nasce piccoli, si vive piccoli, si muore piccoli) affiancata da una cifra: 8.194.695,45.

La foto, il punteggio e null’altro.
.
Anzi, no.

Trattandosi di corteggiamento, in quanto tale assimilabile, per il Seymour, a una partita di flipper, vi saranno la foto, gli 8.194.695,45 punti accumulati decennio dopo decennio e, subito sotto, il definitivo Game Over.

mercoledì 25 marzo 2015

mercoledì 18 marzo 2015

La motociclista



Mica sono l’unico a sbavare per la motociclista.

Primo: è una stangona (vabbè, non proprio, sarà sull’1 e 70 - 1 e 72, ma dal mio punto di vista, situato a metri 1,18 sul livello del mare, altezza del suo ombelico, la definizione di stangona è perfetta).

Secondo: ha gli occhi azzurri.
Terzo: i capelli biondi.
Quarto: si muove elegante su due gambe stratosferiche
Quinto: indossa minigonne ascellari
Sesto: indossa minigonne ascellari anche quando va in moto, a partire dai primi tepori primaverili.

Mercoledì mattina entro nel parcheggio cicli, moto, motocicli della mia azienda.
Scendo al volo dalla Poderosa III (la Poderosa è una mountain bike taroccata: alla dotazione base ho aggiunto portapacchi, parafanghi, airbag, trasformandola in una city bike muscolosa), faccio qualche passo "mano nel manubrio" con la bici, quando vedo la motociclista, giunta da poco, che si sta  togliendo il casco.

É una Venere.
Solo una Venere quando si leva il casco mantiene intatta la pettinatura.

Un rapido scambio di sguardi.
La motociclista mi dedica un “Ciao” sorridente.
Dall'eccitazione il cuore mi si sposta in zona testicolare.
Non mi conosce e mi saluta sorridendo!
Dio: solo un intervento divino può spiegare l’arcano.

Alzo lo sguardo verso il cielo e mi rivolgo a Lui.

“Signore, grazie, grazie per il miracolo. Tu, Onnipotente, nella Tua infinita misericordia hai aiutato un povero nano ateo come il sottoscritto. Ma Te lo prometto, sicuro che Te lo prometto: da oggi si diventa devoti ciellini, adoratori di Don Giussani, e sostenitori emeriti di Radio Maria”

“Non esagerare figliuolo” mi risponde l’Altissimo “basta un Padre Nostro la sera prima di coricarsi.”

Dal cielo passo di nuovo alla Venere.
Un secondo “Ciao” accompagnato da un secondo sorriso.

Rialzo gli occhi.

“Signore, grazie, grazie per il miracolo. Sono solo un povero peccatore, lo so, non merito altro, ma posso chiederTi un ultimo favore?”

“Ricordati il sesto comandamento, figliuolo.”

“No, nessun atto impuro. Mi dai la forza di ricambiare il saluto?”

Un calore rassicurante mi pervade il memb... le membra.
Riabbasso gli occhi in direzione Venere e le dico, con molta timidezza:

“Ciao, ma per caso ci conosciamo?”
”No” mi risponde lei facendomi cenno con la mano sinistra di guardarmi alle spalle.

Giuda Iscariota, al secolo Giovanni Bellumore, un cretino che lavora al marketing e che in effetti ho visto altre volte in compagnia della motociclista.

Il cuore ritorna nella sede originale.
Disperato mi abbasso per bloccare con il lucchetto la ruota posteriore della Poderosa III, per poi uscire, andatura stile Dead Man Walking, dal parcheggio cicli, moto, motocicli.

In un solo istante ho perso una donna meravigliosa e la fede, da poco ritrovata, nel Signore..

Questa sera poi, ne sono sicuro, tornando a casa mi si bucheranno le ruote della bici.

domenica 8 marzo 2015

lunedì 23 febbraio 2015

Il quesito del Gius



Alla fine mi tocca l’outing.
Ho provato a tener nascosta la cosa, non tanto a voi, ma al sottoscritto, a rimuoverla, cancellarla dalla mente, ma lei riaffiorava, ostinata, tornava a galla, premeva per uscire, per essere svelata, rivelata, denunciata.
Alla fine, dunque, mi tocca l’outing: ho votato per Comunione e Liberazione.

* * *

Due meno un quarto.
Sono lì che mi trascino stanco sul marciapiede, un piccolo nano boy sedicenne di un metro e diciotto, sulle spalle uno zaino riempito all’inverosimile, 38 chili e 258 grammi di libri, quaderni, astucci, calcolatrici, compassi, lime, un tubetto di Topexan schiacciato, un Buondì Motta (non aperto, la brioche prossima alla scadenza), una scatola di Hatu (non aperta, i preservativi scaduti), quando sbuca da non so dove un ragazzotto con le guance paffute, gli occhi azzurri, una frangia di capelli biondi che gli sfiora le sopracciglia, un paio di occhiali dalla montatura color oro.
Il tipo mi affianca esordendo con:

Tipo                Ciao, stai tornando a casa?
PNV                Ci provo.

Tipo                Certo che di questi tempi ti costringono a portare in classe un sacco di libri. Ah, scusami se non mi sono presentato: mi chiamo SimonPietro.

PNV                Ciao, io sono PNV, cioè per esteso PuroNanoVergine.
SimonPietro   Vergine?

Al “vergine”, nei suoi occhi due scintille appaiono.
Mi scosto cercando di tenere una distanza di sicurezza.

PNV                Vorrei continuare ad esserlo.
SimonPietro   Ahahah! Che burlone. Non preoccuparti, ci tengo pure io.

Sarà, ma il soggetto ha qualcosa che non mi convince, come se dietro l’apparente cordialità e gentilezza  nei modi nasconda dell’altro.  
Seguo l’insegnamento del mio maestro spirituale (Giovanni Trapattoni) e mi mantengo sulla difensiva.

PNV                Ma ci conosciamo?
SimonPietro   Di vista. Non sei mica del Carducci?
PNV                III F. E tu?
SimonPietro   IV B.
PNV                (silenzioso e guardingo)
SimonPietro   (indicando lo zaino) Vuoi una mano?

PNV                No, grazie. Sembra pesante, ma ci sono abituato. E poi ognuno ha la propria croce da portare. Questa è la mia.

Alla “croce”, nei suoi occhi altre due scintille appaiono.

SimonPietro   Sai, mi sembri un tipo in gamba.
PNV                (mostrando finta umiltà) Nella media.
SimonPietro   Non scherzo. Uno che ispira fiducia. Di questi tempi
PNV                ti costringono a portare in classe un sacco di libri.

SimonPietro   Non è solo una questione di peso. Uno la porterebbe pure volentieri la propria croce, come dici tu, ma in una scuola che garantisca una funzione realmente educativa, di crescita della persona, che deve essere valorizzata umanamente e culturalmente! È questo che noi dovremmo chiedere alla scuola di oggi ed è per questo che dovremmo batterci? Non credi? Non ti sembra un problema di primaria importanza?

L’ultima frase mi ha stremato, lo zaino è passato da 38 chili a 52 e 743 grammi (nel frattempo si è aggiunta una copia del De Rationibus Fidei di Tommaso d’Aquino) ed ho ancora mezzo chilometro di strada da fare.
Siamo in zona Via Crucis.

* * *

E poi, ad esser sincero, il mio problema non riguarda la mancata funzione educativa della scuola, la non valorizzazione dello studente
Il mio problema, anzi, i miei problemi, sono fondamentalmente due: brufoli e verginità (ma questo non ditelo a SimonPietro).

Sono in piena tempesta ormonale.
Il corpo ha bisogno di sfogarsi e lo fa sotto forma di pustole rosse che mi tappezzano il viso e di una incontrollabile necessità di donare il mio liquido seminale a qualche fanciulla in fiore.
Ho il sospetto che la necessità insoddisfatta, l’impollinazione negata (sotto forma di due di picche a ripetizione) non faccia che aggravare il problema numero uno.
Tradotto in soldoni: la quantità di acne è inversamente proporzionale al numero di amplessi (no, non sorridete: avete mai visto un playboy coi brufoli? Io no).
E non serve, anzi risulta controproducente, liberarsi del liquido suddetto ricorrendo a pratiche di autoself-godup.
In base a non so quale strana reazione neuropsicoendocrinologica, pippe e brufoli sono fra loro in un rapporto di diretta proporzionalità.

* * *

Non pago della tiritera, Frangetta Bionda torna all’attacco.

SimonPietro   Settimana prossima ci sono le elezioni per i rappresentanti d’istituto. Io mi candido. Se pensi che la scuola debba garantire una

PNV                funzione realmente educativa, di crescita della persona, che deve essere valorizzata umanamente e culturalmente   

SimonPietro   Esatto! Esatto!! Se ci credi

Lo zaino tocca quota 62 kg e 987 grammi (nel frattempo si è aggiunta una copia del De Magistro di Sant’Agostino).
Sento che sto per stramazzare al suolo, la prima delle tre cadute che mi attendono.
Per evitare l’incontro col marciapiede provvisto di cacche di cane devo liberarmi, al più presto, dell’invasato compagno di liceo.
Esclusa l’eliminazione fisica (fra noi due il confronto è improponibile) non mi resta che cedere.
Su tutta la linea.

PNV                Ci credo, e giuro sulla testa dei figli del preside che avrai il mio voto.

SimonPietro   Fantastico! Allora ricorda di scrivere il mio cognome, Benesteso, e di apporre una croce sulla Lista di GS.

PNV                GS?
SimonPietro   Gioventù Studentesca.

* * *

Il Preside del Carducci è zitello, non ha figli e nasconde la propria verginità dietro un maglione grigio topo e due occhiali dalla montatura in bachelite color cacca di piccione.
Prossimo ai 60, ha un viso pallido sul quale spiccano una decina di brufoli arrossati.
Avrei potuto venir meno alla promessa di voto, ma una vocina al mio interno, proveniente dal diaframma, mi ha detto che no, certe cose non si fanno, ogni promessa è debito, a prescindere dal creditore che proprio in questo istante sta varcando la soglia del Liceo.
Gli vado incontro.

PNV                Ehi SimonPietro, ehi!
SimonPietro   Oh ciao PNV, come va? Niente zaino oggi?

PNV                L’ho parcheggiato in classe (sulla mia camicia il segno delle bretelle imbottite).

SimonPietro   Mi volevi fregare, eh?
PNV                In che senso?
SimonPietro   Il Preside non ha figli.

PNV                Ma no, figurati. Quella era solo una battuta. Ho messo la mia croce sulla Lista di Gioventù Studentesca e ho scritto il tuo cognome. A proposito, come sono finite le elezioni?

SimonPietro   Siamo in netta crescita. Secondi con il 18,3% di consensi.
PNV                Secondi dietro a chi?

SimonPietro   (con aria schifata) Dietro quelli.

Il dito Benesteso indica un gruppo di sei ragazzi, equamente divisi fra maschi e femmine che parlottano, prossimi alla rampa delle scale.

SimonPietro   Comunisti.
PNV                Comunisti?
SimonPietro   Biechi materialisti, laicisti, propugnatori di un’ideologia assassina.

Gli occhi azzurri diventano color rosso sangue.
Sono ipnotizzato dalle parole del mio rappresentante d’Istituto, dalla veemenza con la quale le pronuncia.
Come in trance, le ripeto, ad alta voce, il dito puntato sui sei marrani.

PNV                BIECHI MATERIALISTI, LAICISTI, PROPUGNATORI DI UN’IDEOLOGIA ASSASSINA.

I biechi materialisti non sembrano gradire.
Si avvicinano, nell’esatto istante in cui SimonPietro, dopo un affrettato “Ciao”, mi lascia solo.

* * *

Due meno un quarto.
Sono lì che mi trascino stanco sul marciapiede, quando sbuca da non so dove un ragazzotto con le guance paffute, gli occhi di nuovo azzurri, una frangia di capelli biondi che gli sfiora le sopracciglia.

SimonPietro   Ciao PNV.
PNV                (testa bassa) Ciao.

SimonPietro   Non stai bene? Vuoi una mano? Oggi fai ancora più fatica a camminare. Sempre colpa di quello

PNV                (seccato) Lo zaino non c’entra.
SimonPietro   No? E allora da cosa dipende?
PNV                Hai presente i sei comunisti, propugnatori di un’ideologia assassina?
SimonPietro   (occhi rosa acceso) Certo.
PNV                M’hanno fatto capire che non era mica bello definirli così.
SimonPietro   No? E in che modo te l’hanno spiegato?

PNV                Il Topexan. Ne avevo un tubetto nella tasca posteriore dei pantaloni e, insomma, un po’ mi vergogno, ma

SimonPietro   Ma no, non devi vergognarti. Con me puoi aprirti.
PNV                Già fatto. Sai, è contro natura il Topexan, come supposta.

SimonPietro   Oh, povero PuroNano. Perdonami, è anche colpa mia. Ora non stai bene, soffri, hai bisogno di qualcosa che possa confortarti. Tieni!

Otto fogli ciclostilati passano dalle sue alle mie mani.

PNV                Cos’è?

SimonPietro   Una rivista mensile che curiamo noi del GS. Ti raccomando, in particolare, non perdere l’articolo del Gius. Vedrai che ti aiuterà.

* * *

Ho passato le ultime due settimane a decifrare, senza risultato alcuno, l’articolo del Gius, al secolo Don Giussani, il fondatore di CL.
Sarà un mio limite, non lo nego, ma in quei fogli ciclostile mi sono perso.
Su tutto, una frase, sottolineata in rosso, che immagino debba rappresentare il fulcro (rivelatore e salvifico) del Gius pensiero, mi ha logorato i neuroni:

“C’è un generico che include tutto come orizzonte tutto implicante, e ci può essere un generico che suppone tutto ciò che è dentro perché non lo sa, però lo afferma.”

Ho bisogno di un chiarimento.
Sono in astinenza da rivelazione.

* * *

Quindici giorni dopo.
Scruto l’atrio del Carducci.
Eccolo!
L’inconfondibile frangetta bionda!
Gli corro incontro.

PNV                SimonPietro! SimonPietro!
SimonPietro   Ehilà PN, qual buon vento.

PNV                (ansimante) Ti prego Simon, ti prego, non hai il nuovo numero della vostra rivista?

SimonPietro   (compiaciuto) Certamente! Ecco, tieni!

Otto fogli ciclostilati passano dalle sue alle mie mani che, bramose, si impossessano della rivista.
Pagina dopo pagina, occhi indagatori, alla ricerca della rivelazione mancante.
Giunto alla fine, estrema delusione nel mio sguardo.

SimonPietro   Qualcosa che non va?
PNV                La soluzione, manca la soluzione.
SimonPietro   Soluzione?

PNV            Ma sì, la soluzione. Io pensavo che la frase sottolineata del Gius, questa qua (gli porgo il numero precedente), questa del generico che include oppure suppone, insomma, tipo la Settimana Enigmistica, hai presente il Quesito della Susi, cioè, nel numero successivo ti danno la soluzione, qui invece mica l’avete messa. Mi ci sono scervellato per due settimane e ora

SimonPietro   (occhi granata) E ora!? Guarda che non è mica un gioco enigmistico.
PNV                No?
SimonPietro   No! Vade retro, essere immondo e malefico!
PNV                Addirittura?
SimonPietro   Levati dal mio cammino, creatura diabolica!
PNV                Come la fai pesante.
SimonPietro   (estraendo da una tasca un tubetto di Topexan) Pesante? Vieni qua.

Un balzo all’indietro, riesco a scansare la mano del mio ex amico, pronta ad afferrarmi per la seconda sodomia.
Corro su per le scale del Liceo e, giunto a debita distanza, mi volto verso il Benesteso furente:

PNV                La Susi perlomeno era una gran gnocca.