sabato 23 luglio 2016

Conversione problematica #4



L’idea della reincarnazione induista è affascinante.

Reincarnazione in forme di vita evolute (o involute) in base alla condotta tenuta nella vita  attuale.

Questo implica che, qualora mi comporti in modo retto, possa in futuro vestire i panni del massaggiatore personale di Scarlett Johansson (massimo grado di evoluzione possibile, paragonabile al Nirvana).

Non posso però dimenticare il lato opposto della medaglia.

Se dovessi compiere azioni disdicevoli (tipo votare per Formigoni alle prossime elezioni) potrei reincarnarmi in un millepiedi sofferente di calli oppure, ipotesi terrificante, vestire i panni del massaggiatore personale di Giuliano Ferrara.

domenica 17 luglio 2016

Conversione problematica #3



Un amico tedesco, di Baden Baden, mi ha detto “Sai, ti ci vedo bene come ebreo!”, “In base a cosa lo pensi?” è stata la mia risposta, “In base a questo” la sua contro replica mentre mi allungava una copia del Mein Kampf.

Rinuncio all’ebraismo, troppo rischioso.

Nel frattempo dovrò rivedere il concetto di amicizia, rivalutando il saggio proverbio:

“Dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.”

Si, ma quale Iddio?
Domanda senza risposta vista la mia riluttanza per qualunque tipo di conversione.

In ogni caso, per evitare problemi, d'ora in poi escluderò l’amicizia dalla lista dei sentimenti sperimentabili.

sabato 2 luglio 2016

Philippe Bellom

“Buonasera, sono Daria, la chiamo per invitarLa all’inaugurazione del Nuovo Centro Estetico Philippe Bellom di Piazzale Procaccino.”

“???”

“Pronto, ha sentito?”

“Si, ho sentito, è che…”

“La sto disturbando? Mi scusi so che all’ora di cena.”

“Nessun disturbo si figuri.” mi alzo dalla tazza del water e con la sinistra cerco di tirare su le mutande.

“A tutti i partecipanti verrà offerta un’analisi gratuita del cuoio capelluto e un set di prodotti di bellezza per rendere più forti e luminosi i propri capelli.”

“Interessante, ma…”  la capoccia pelata riflette la luce bianca del bagno.

“Lei non cura la propria immagine?”

“Ci ho rinunciato. Non credo nei miracoli.”

“Su non esageri, e che sarà mai, un mostro?”

“Pensi che nel ’93 avevo chiesto al Parroco se mi inseriva nel Lourdes Miracle Tour, ma lui mi ha risposto di no, che il mio non rientrava nei casi disperati che richiedevano l’intercessione mariana e allora, era la mia ultima speranza, ci sono andato lo stesso, ma da solo, da privatista.”

“Come per la patente?”

”Uguale. Solo che i gruppi organizzati entrano di filata al santuario. Di filata per si fa per dire, perché fra lettini, carrozzelle, protesi deambulanti, un certo ingorgo si crea.”

“E i privatisti invece?”

“Per loro l’esame di ammissione. Cinque domande per testare il livello-religiosità.”

“Domande difficili?”

“Le prime quattro no:

1)      Chi tradì Gesù?
2)      Quanti erano gli apostoli?
3)      Padre, Figlio e Spirito...?
4)      I figli di Adamo ed Eva.

La quinta però è bastarda.”

“A lei cos’hanno chiesto?”

“A Cana, Gesù trasformò l’acqua in vino. Marca e annata.”

“Cos’ha risposto?”

“Kosher del 26 d.C.”

“Ci aveva preso?”

“La marca era giusta, la data pure ma andava espressa secondo il calendario ebraico: 3786.”

“L’hanno fatta entrare?”

“No, sui calendari e sui preservativi la Chiesa non transige. Ho rinunciato e alla fine forse è stato meglio così. Pensi che il Brunelli la Parrocchia lo aveva preso, in effetti lui era messo peggio di me, sa, un occhio solo.”

“E l’altro di vetro?”

“No, no, uno solo in mezzo alla fronte. Colpa della madre. Tutti a dirle: in gravidanza non si legge l’Odissea. Niente da fare: ha letto il libro e ha pure guardato in tv lo sceneggiato. Il Brunelli si presenta davanti alla Madonna e le chiede, implorante: - Madre, non voglio più vedermi con quest’occhio terribile in mezzo alla fronte. Madre aiutami! -”

“Non lo ha ascoltato, vero?”

“In parte sì, è uscito sempre con un occhio solo, ma cieco.”

“Oooohh.”

“Come vede, intendo lei, non il Brunelli, se pure a Lourdes toppano, non credo che il vostro centro estetico possa fare di meglio.”

“E' vero. Mi scusi se l’ho disturbata.”

“Di che, Daria? Grazie per la compagnia. Potrebbe togliermi una curiosità?”

“Dica.”

“Per lavorare nel centro estetico si deve per forza di cose essere belli?”

“No, però aiuta.”

“E lei com’è? Rispetta gli standard?”

“Certo, quando mi taglio i baffi.”

venerdì 24 giugno 2016

Brrrr... exit



Gli inglesi hanno scelto: prevale l’opzione “Lasciare l’Europa” rispetto al “Fingerne di farne parte”.
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