sabato 6 febbraio 2016

Sinèddoche ferilliana



Agente            Sì, pronto?

PNV                 Salve, parlo con il signor Cerioni?

Agente            Sono io. Lei chi è?

PNV                Forse non si ricorda, l’ho chiamata settimana scorsa per l’intervista con la signora Ferilli.

Agente            Si, si, ricordo, il nano…

PNV                 Esatto, pensa che sia poss…

Agente           Guardi, purtroppo la signora Ferilli è all’estero. Provi a richiamare fra 15 giorni.

PNV                Due settimane sono troppe.

Agente            Ha fretta? Ma lei per quale testata scrive?

PNV                Blogspot.

Agente          Mai sentito. Cos’è? Roba di gossip, di costume, per casalinghe?

PNV                Internet, un blog.

Agente            Ah?

PNV                Signor Cerioni, lei conosce la sinèddoche?

Agente           Sine che? No guardi, Sabrina Ferilli è un’attrice seria, il porno non fa per lei.

PNV                Niente porno. É una figura retorica: la parte per il tutto, per esempio uno dice “la vela” al posto de “la nave”.

Agente            Senta, nun c’ho tempo da perde.

PNV                Un secondo. Le ho fatto la domanda perché pensavo che, in assenza della signora nella sua interezza, forse era possibile incontrarne una porzione.

Agente            Cosa vuol dire?

PNV              Ho sentito che per due testoni le tette si farebbero intervistare.

Agente            Du’ testoni e mezzo.

PNV                Ah?

Agente            I prezzi so' saliti, ce sta l‘inflazione.

PNV                Ok, due e mezzo.

* * *

Sala riservata del Little Freak Coffee.
Puronanovergine indossa una giacca blu, una camicia blu, un farfallino blu, dei pantaloni blu, delle calzette blu, dei mocassini verdi (con sottotacco blu). Mutandesente.

Tette coming in.

PNV                Piacere.

Tette               Piacere nostro.

PNV                (accenna un baciacapezzolo)

Tette               Oh, che galanteria.

PNV                Prego, accomodatevi (indica due seggiole).

Tette               Grazie.

PNV              Grazie a voi per la disponibilità. Prima di iniziare vorrei sapere come vi devo chiamare. Avete dei nomi?

Destra               TettaDestra, ma mi chiami pure Destra.

Sinistra           E io TettaSinistra...

PNV                ... ma la chiamo pure Sinistra (sorride)

Tette               Un nano allegro. Cos’ha da sorridere?

PNV                No, niente, immaginavo una roba del tipo: Alice ed Helen, Milly e Gabriella, Paola e Chiara.

Tette               TettaDestra e TettaSinistra.

PNV                Ok. Prendete qualcosa?

Tette               Whisky doppio.

PNV                Cameriere!? Whisky doppio per le signore, mezzo chinotto per me. Grazie.

Tette   

PNV               Vorrei nell’intervista esplorare il vostro rapporto con la signora Ferilli ...

Tette    


PNV                ... dall’adolescenza fino ad oggi.

Tette   

PNV                Per esempio, che reazione ha avuto la signora Fer….

Tette               Sabrina.

PNV                ... Sabrina quando siete comparse?

Tette              Mica buona. É che siamo cresciute troppo in fretta. Ha presente quando si bruciano le tappe?

PNV                No, io le tappe non le brucio. Le bacio, se mi va bene.

Tette               Si vergognava. Avesse visto gli occhi dei ragazzini: non ci mollavano mai. Alla fine Sabrina s’è decisa. Quando andava in giro ci copriva ben bene stringendoci con delle fasce contenitrici.

Sinistra           Se soffocava!

Destra                (alla collega) In italiano, quante volte te lo devo dire di usare l’italiano!? (verso PNV) Mancava il respiro. Sapesse che supplizio.

PNV                Quanto è durato?

Tette               Un anno, poi arrivò Ferruccio.

PNV                ?

Destra                 Ferruccio, amico d’infanzia di Sabrina, un giorno mi toccò con la sua mano sinistra. Sabrina ricambiò con un ceffone micidiale.

PNV                E Ferruccio?

Sinistra           Me toccò con l’artra mano.

PNV                Secondo ceffone?

Tette               No, a quel punto Sabrina lo baciò. Ah, il primo amore non si scorda mai (sospirano).

PNV                Con Ferruccio?

Tette           Si respirava di più. Grazie a lui Sabrina smise di vergognarsi. Le diede sicurezza.

PNV                Nessun’altro osò avvicinarvi?

Sinistra           Tibburzio. Ce provò cun me ma...

PNV                ... Sabrina lo menò?

Destra                Ci pensò Ferruccio. Un fidanzato a qualcosa serve, almeno quei due mesi che si sta
insieme.

PNV                A quella età gli amori durano poco. Dopo Ferruccio?

Tette              Gaspare, Michele, Giuseppe, Patroclo, Rino, Augusto, Antonio, Tullio, Romolo e Remo.

PNV                Insieme? Due fratelli?

Tette               Si. Era il tempo delle poppate.

Sinistra           C’avevano la bocca ch’era ‘na ventosa.

Destra              In italiano, cazzo. Mi scusi.

PNV                Sabrina come la lupa (sorride)

Tette               Una lupacchiotta. Fu allora che iniziò a tifare la Magggica.

Sinistra           (canta imitando Antonello Venditti) Roma, Roma, Roma, core de 'sta città, unico grande amore, de tanta e tanta ggente, c'hai fatto 'nnammorà.

PNV               A vent’anni, se non sbaglio, il cinema?

Tette               Cinema, un po’ di televisione, piccole parti.

PNV                É cambiato il rapporto fra voi e la signora…?

Sinistra           ... ma che signora, Sabrina se chiama! Ah nano, sei de coccio!

Destra                Più passava il tempo e più eravamo libere.

Sinistra           Fin troppo. Sempre ar vento. Alcune volte tirava ‘na giannella!

PNV                  Cosa?

Destra              Faceva freddo. Sa com’è, le serate mondane, il party con la produzione, il galà di qua, il galà di la, Sabrina sfoggiava certe scollature che d’estate vanno bene, ma d’inverno diventi viola e ti metti a balbettare.

PNV                Solo voi soffrivate? E lei?

Tette               Lei stava al caldo. Sotto di noi si sta sempre bene.

PNV                Chissà quanti vi avranno messo gli occhi addosso? In quel mondo lì? (ammicca)

Tette               Qualcuno ci ha provato.

PNV                Avance stile Ferruccio?

Tette             Non proprio. Prima del contatto diretto c’è l’invito, la strizzatina d’occhio, la promessa di fare il film. Per fortuna che Sabrina è tosta e si sa difendere.

Sinistra           Fortuna sì. A me l’idea de famme toccà da certi ruderi bavosi me faceva venì da rimette.

PNV                Quindi vi è andata sempre bene?

Destra                Una volta no. Al Festival di Berlino, un giornalista crucco, come si chiamava?

Sinistra           Gunther.

Destra               É vero. Questo Gunther si avvicina a Sabrina e con la scusa di farle due domande tenta l’affondo coi suoi baffoni biondi.

Sinistra           Che schifo, ‘sti baffi che puzzavano de bira.

PNV                Vi ha toccato?

Tette               No, David e Paul l’hanno massacrato per bene.

PNV                Altri due fratelli fidanzati?

Sinistra           Ma che frateli. Du boddigard, du armadi che ar posto de le mani tenevano certi badili.

Destra            (guarda sconsolata la Sinistra) Ci rinuncio. Sei sempre la solita burina.

PNV                Com’è l’ambiente del cinema? Mi riferisco soprattutto alle colleghe di Sabrina, anche loro col seno parlante?

Tette               Dipende.

PNV                ?

Tette               Quelle al silicone non si esprimono molto. I primi modelli sono mute, le più avanzate spiaccicano qualche frase.

Sinistra           Poca robba. So’ analfabete.

Destra              Più o meno come te.

Sinistra           Ha parlato Rita Levi Montalcini.

PNV                Sono tante le tette siliconate?

Sinistra           ‘na cifra. Semo circondate da zinne finte.

PNV                E fra quelle “nature”? Qualche amicizia?

Destra         Poche. Un tempo con le due della Bellucci si scambiava qualche parola. Poi….

Sinistra           … da quanno so’ diventate francesi, se la tirano. Se fanno chiamà Sophie e Brigitte. Monsieur, Madame, Paris, Pardon, Chanel: du cojoni.

PNV                Se non sono indiscreto, so che è un tasto dolente, posso sapere qualcosa sulla fine del matrimonio con Andrea Perone?

Tette               No, argomento tabù.

Sinistra           ’na cosa però se pò dì.

Destra              (fulmina la Sinistra con lo sguardo)

Sinistra           Un piccolo segreto, niente de male. Er marito, vojo di l’ex marito, nun se chiamava Andrea Perone.

PNV                No?

Tette               All’anagrafe era Andrea Perini.

PNV                E quando divenne Perone?

Tette             Quando si mise con Sabrina. Gli amici, quanto erano invidiosi, lo vedevano uscire in compagnia di una bella mora con due poppe così.

Sinistra           Du’ pere, anzi du’ perone.

PNV                Ho capito, gli amici gli storpiarono il cognome. Mi avete fatto venire in mente una
mia ex, Michela Birillo.

Tette               É diventata Birillino?

PNV                Purtroppo sì. Per colpa mia.

Tette             Non si preoccupi, signor nanetto, lei avrà di sicuro altre qualità.

PNV                 Se ci sono, le nascondo bene.

PNV                Con i colleghi maschi? Ricordate un incontro piacevole, magari piccante?

Sinistra           Er commissario Montarbano.

Destra            Luca Zingaretti. Girammo una scena molto spinta nel film Vite Strozzate. Un amplesso focoso. Luca ci sapeva fare.

Tette               Lui si che è un vero uomo (sospirano).

PNV                E uno che sia l'esatto contrario di Zingaretti lo ricordate?

Sinistra           Jerry Calà.

Destra              Però era simpatico.

Sinistra           Simpatico come un tappeto de chiodi sotto a le chiappe. Se faceva appresso, me guardava, e diceva “Capittoooo?”. ‘na volta va bene, du’ volte passi, ar terzo “Capittoooo?” je ho detto “Te levi da le palle, capittoooo?”

PNV                E lui?

Sinistra           Ha capito. S'è levato de torno, mogio co’ e orecchie basse come un cocker.

PNV                Di Flavio Cattaneo cosa potete dirmi?

Sinistra           Lascio parlare lei, la cocca.

Destra            É invidiosa. Flavio, uomo di gran classe, ha occhi solo per me.

Sinistra           Occhi? Ma quali occhi! Sta tutto er tempo a ravanà, ‘sto milanese magnarisotti. E lei, sta smorfiosa, per farse bella co’ lui, je da pure ragione.

PNV                Ragione rispetto a cosa?

Sinistra           Per la politica. ‘na volta lei era come me (inizia a scandire, a mò di coro) Enrico, Enrico, Enrico, Enrico!

PNV                Enrico chi?

Sinistra        Berlinguer. Me ricordo un comizio a San Giovanni, trent’anni fa. Noi tre, io, lei e Sabbrina a gridà con tutto er core. Mo’ so rimasta sola.

Destra             Solo gli stupidi non cambiano mai idea.

Sinistra           A infame. Flavio te guarda e nun capisci più niente.

Destra             Capisco sempre più di te, zoticona.

Sinistra           Fregnacciara.

Destra              Buzzicona.

Sinistra           (si fa avanti minacciosa)

Destra              Embè, chevvoi?

Sinistra           (parte con una capezzolata al basso poppa)

Destra             Fija de 'na.

Sinistra           Mo' te gonfio per bene

Destra       E io te rivorto come un calzino (tenta una controcapezzolata).

PuroNanoVergine impaurito si alza, anzi s'abbassa, dalla sedia.
Quatto quatto molla le tette ferilliane che proseguono il loro incontro di wrestling.

Cameriere      Ehm, mi scusi, ci sarebbe da pagare il conto (sguardo di rimprovero).

PNV                Ci pensano le signore, dopo il match. Buonasera.

Cameriere      Buonasera (scrolla la testa e sussurra) mortaccione.

PuroNanoVergine lascia il locale.

domenica 24 gennaio 2016

sabato 9 gennaio 2016

La Signora Gigioni

È la vicina di casa, anzi di villetta, della nonna, la signora Gigioni a bloccarmi poco prima del mio ingresso nel giardinetto della piccola villa della defunta antenata.

“Come sta la signora Clotilde? È da un po’ che non la vedo” cinguetta la Gigioni.
“Insomma, così, così…” rimango sul vago, sperando che la pettegola non si impicci ulteriormente.
“Cos’ha? Non starà mica male?” nel suo sguardo una finta preoccupazione che cela, a fatica, la morbosa curiosità.
“Beh, insomma, è un batterio strano che…”
“Un batterio?”
“Un batterio, cinese. Ed è stata colpa mia. Il 21 di marzo le ho portato questi involtini primavera, freschi freschi, o forse non tanto freschi, ripieni di verdure, c’era pure la soia, mi sa che quei germogli di soia mica erano buoni.”
“Oh mamma! Ma sono passate già tre settimane. Non si è ancora ripresa?”
“Non tanto. Fatica a mandar giù cibo solido, va avanti solo a semolino, semolino e diarrea e poi, sapesse, che puzze! Fa di quelle puzze.”

Sulle “puzze” il nasino maialoso della Gigioni si arriccia schifato per poi allontanarsi, insieme alla legittima proprietaria, come se il sottoscritto, per legame genealogico con la nonna aerofaga, in qualche modo fosse portatore sano di odori sgradevoli.

“Me la saluti, povera signora Clotilde, me la saluti.”
“Certamente, sarà mia premura.”

* * *

I germogli di soia erano buonissimi e di batterio neanche l’ombra (cinese).
Nessuna malattia e conseguente convalescenza.
La nonna è schiattata, il 21 marzo, prima di cena, senza un preavviso, senza un “PuroNanoVergine, ahia, mi sento male”, no, ero in cucina a scartare la confezione di involtini e quando son tornato in salotto l’ho trovata seduta a capotavola, il viso nella fondina vuota (la nonna aveva la fissa degli involtini da mangiarsi nella fondina), i pochi capelli grigi, lunghi, sparsi disordinatamente sulla tovaglia.
Mi sono avvicinato, breve auscultazione e conferma del decesso.

* * *

Di norma quando uno muore si avvisa la cittadinanza, il parentado, il vicinato, ci si mette a lutto e si organizza un bel funerale, ma io soldi per una cerimonia come si deve non li ho, da quando sono in cassa integrazione poi non parliamone, la nonna pure lei non navigava nell’oro con la pensione di reversibilità del marito, 753 euri mensili che, sommati ai miei 850 di cassaintegrato danno un totale di 1603 euri.

* * *

Ho parlato di somma dei due emolumenti perché mi sono chiesto se fosse più saggio perdere 753 euri mensili a favore di una bara in radica o se, al contrario, non risultasse più conveniente celare alla cittadinanza, al parentado, al vicinato (Gigioni inclusa) il trapasso nonnesco per incamerarne la reversibilità.

* * *

Domanda retorica che trova risposta nel nuovo frigorifero Whirlpool classe A++, capacità di 285 litri che dal 22 marzo conserva con cura, a -12 gradi, il corpo rinsecchito della nonna.
Lei se ne sta tranquilla dentro questo casermone di ghiaccio, comodamente seduta sul suo sgabello, gli occhi chiusi, una stalattite che si è formata prendendo spunto dalla scia di saliva che le usciva, al momento della “sepoltura”, dall’angolo sinistro della bocca.
Sui grigi capelli una specie di brina che li rende all’apparenza ancora più fragili.
Fra le mani la fondina contenente gli involtini primavera (perché se una ha la fissa, da viva, degli involtini nella fondina, mi sembra giusto che la mantenga anche nell’aldilà).

* * *

Sono appena tornato dalla Posta, consueto ritiro mensile della pensione (per mia fortuna ero delegato dalla nonna prima della sua improvvisa “malattia”) quando incrocio, sempre all’ingresso della villetta, la Gigioni, impicciona come non mai.   

“Allora, come se la passa la signora Clotilde?”
“Lieve peggioramento” le rispondo con un’espressione di viva preoccupazione.
“Peggioramento? Il batterio?”
“Il batterio.”
“Non si riesce a curare, a mandarlo via?”
“No, per ora no. È da settimana scorsa che la nonna si è come irrigidita, oserei dire raffreddata. Questo maledetto batterio le rende difficile la circolazione sanguigna, soprattutto alle estremità.”
“Ma è venuto il medico a vederla?”
“Certo, ho chiamato nientepopodimenoche il Professor Freezerlier, un dottorone di Monaco di Baviera che mi è stato consigliato da un mio collega di lavoro.”
“Ma lei non era mica in cassaintegrazione?” domanda sospettosa la Gigioni.
“Certo, ma contatti coi miei colleghi li ho ancora, ci mancherebbe” la risposta appare convincente, stando al mutamento nell’espressione gigionesca.

Approfitto del momentaneo silenzio per chiudere il discorso con un:

“Mi scusi, ma ora devo andare.”
“Si, si, certo, mi saluti la nonna e le dica che quando vuole posso passare a salutarla”.
“Certamente, sarà mia premura.”

* * *

Avvicino la bocca alla porta del frigorifero Whirpool classe A++ e sussurro un:

”Nonna… nonna… mi senti?”

Lei non risponde, purtroppo non è in grado di percepire le mie parole nonostante le abbia inserito nell’orecchio destro l’apparecchio acustico Amplifon classe A++ che, da viva, le donava un udito bionico.

“Nonna, non vorrei tu fossi arrabbiata con me, il tuo caro e adorato nipotino PNV? Me lo dicevi sempre che l’idea di finire sottoterra dentro una bara in radica ti spaventava… e quindi mi è sembrato giusto usare i soldi della pensione per tenerti qui, in casa tua, in questo bel frigorifero così spazioso e accogliente… sai, lo pagherò a rate, metà dei soldi li metti tu con la pensione e metà ce li aggiungo io con la cassa integrazione… hai visto che tesoro di nipotino che ti ritrovi? Come? Senti freddo? Ok, ok… vado in camera da letto e ti prendo il golfino della Oviesse, quello di finta lana color grigio topo che tanto ti piaceva… si, si, è vero, pure la sciarpa che avevi realizzato per i tuoi 80 anni, la sciarpa in finta lana color ruggine nottola… aspettami qui, non ti muovere…”

* * *

“Nessuna novità? Novità positiva?” l’ennesimo interrogatorio della Gigioni.
“Situazione stazionaria, anche se la stalattite che si è formata sul mento della nonna le sta un gran bene.”
”Stalattite?” la Gigioni mi osserva preoccupata.
“Certo, vedesse quanto è bella!”
“Poverino, chissà quanto sta soffrendo per la malattia della nonna.”

Spero di aver fatto centro.
Fingere una seminfermità mentale per tenere la vicina ficcanaso a distanza di sicurezza.
Lo spero.

* * *

Avevo bisogno di staccare la spina.
No, non quella dell’efficientissimo frigorifero Whirlpool classe A++, un elettrodomestico dal funzionamento garantito per almeno 10 anni, ma la mia spina metaforica: dover accudire ogni giorno la nonna costa fatica, un costo che preme sulle mie sole esili spalle, un costo che non potevo sostenere a oltranza e così, per ricaricare le batterie (metaforiche, si intende) mi sono concesso una brevissima vacanza sul lago, un weekend lungo, da sabato a martedì, confidando nell’autosufficienza di nonna Clotilde e nella ininterrompibile funzionalità del Whirlpool classe A++.

* * *

Rientro dal lago e a malincuore mi dirigo verso la villetta della nonna.
Il comitato di bentornato è presieduto da quell’invadente strega della signora Gigioni che, non appena imbocco la viuzza senza uscita (che al civico numero 6 ospita la defunta refrigerata) mi corre incontro per bombardarmi, trafelata, con un:

“Meno male, meno male che l’ho incrociata” come se fosse casuale il non desiderato incontro.
“Perché, cos’è accaduto?”
“Il black out, il black out!?”
“Il black out?” ripeto pappagallando la Gigioni.
“Sì, nel weekend. Tre giorni senza corrente elettrica. Sa, hanno tranciato un cavo dell’Enel per via di lavori che dovevano fare.”
“Quando è successo?”
“Sabato mattina. Solo lunedì sul tardi è tornata la luce.”

Gocce di sudore gelido sulla mia fronte.

“Ho subito pensato alla signora Clotilde. Chissà che spavento le è preso! E lei, lei non è venuto a farle visita?”
“No, cioè, il lago, la spina, dovevo staccarla, non il frigo, la mia, è una metafora, oddio, la stalattite, si sarà sciolta, era bava, bava alla bocca…”
“Poverino, si vede che sta soffrendo per la povera nonna.”

La Gigioni ha ragione.
La mia non è una seminfermità mentale di finzione.

Sono nella merda.

Il Whirlpool classe A++ avrà smesso di raffreddare la nonna da sabato mattina, proseguendo per tre giorni interi, la nonna avrà iniziato a decomporsi, mio Dio, a decomporsi e ora…

“Presto, presto, vada subito a vedere come sta la sua nonnina, presto.”

Lascio la Gigioni sola con il suo incitamento, supero il cancelletto d’ingresso, percorro a brevi velocissimi passi il viale di ghiaia, raggiungo la porta e sento, lo sento, un tanfo provenire dall’interno, l’odore inconfondibile di putrefazione che, già me lo immagino, mi accompagnerà, tormentandomi, per il resto dei miei giorni, trascorsi in una cella di isolamento di non so quale carcere o manicomio criminale, se mi riconosceranno la seminfermità non più simulata.
Oppure… oppure… forse una speranza… una possibile alternativa… la salvezza, la mia salvezza se il tanfo… quel tanfo… provenga sì dalla nonna… non putrefatta… ancora intatta… lei, la stalattite, i capelli brinati, l’involtino nella fondina e le puzze… ecco sì, le puzze, le puzze della nonna, sapesse che puzze signora Gigioni, le puzze di nonna Clotilde, mia unica, possibile, aerofaga salvezza.
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