mercoledì 26 aprile 2017

Gemiti mariani

Non entro nel merito delle polemiche per il ritorno, dopo 15 mesi di squalifica per doping, di Maria Sharapova.

Una buona parte delle sue rivali non ha gradito l'ammissione diretta, grazie a una wildcard, della tennista siberiana al torneo WTA di Stoccarda.

Fra le "protestanti" anche Roberta Vinci che oggi si è ritrovata la Sharapova come avversaria al primo turno.

Mi ero disabituato a vedere la Divina Maria in campo.
A vederla e, soprattutto, a sentirla.

Accendo la TV, mi sintonizzo sul canale 64 (SuperTennis) a inizio match.

Primi scambi e prime automatiche grida della rediviva spilungona russa.

La Sharapova emette delle urla che raggiungono i 105 decibel d'intensità (paragonabili al decollo di un Boeing 777 da Fiumicino... no, il Boeing non è Alitalia).

Non è l'urlo in sé quanto il fatto che le performance "ugolari" della bionda staffiloccocca ricordano i migliori gemiti di Jenna Jameson (per i non addetti ai lavori, nota attrice, pensionata, di film por... artistici che tanto ha contribuito all'abbassamento delle mie diottrie).

Per evitare fraintendimenti dei vicini, ho dovuto abbassare il volume del televisore (un pornazzo alle 7 di sera, in stereofonia, graverebbe alla mia reputazione condominiale), limitarmi alla sola visione dell'incontro, soffrire, silenzioso silenzio nel mio salotto, di fronte agli ace, alle risposte vincenti, ai diritti lungolinea, ai rovesci bimani della Jen... Maria riapparsa, trionfante, con lacrimuccia post partita, sulla Roberta nazionale.

Niente da fare, il tennis moderno richiede una fisicità maschile (anche per le donne), una ricerca ossessiva della potenza nel colpo, urla beduine ad accompagnare la pallina nella sua traiettoria nel campo avverso, la robotizzazione dell'atleta (con o senza sostanze illegali ad aiutarlo).

Lo spazio per la genialità, la fantasia, il colpo a sorpresa, i rovesci a una sola mano (che la Vinci si ostina, bontà sua e nostra di spettatori, a eseguire, una delle ultime superstiti in un mondo di giocatrici bimani, pronipotine della Seles che fu) l'esecuzione muta del colpo (no gemiti required) va diminuendo sempre più.

Rimane, come detto, la tennista tarantina; rimane, fra gli uomini, l'Assoluto Roger Federer.

Considerata l'età dei due atleti, fra poco, un anno, forse due al massimo, non avremo di che scegliere: la razza dei tennisti di classe definitivamente estinta.

Converrà, a malincuore, switchare su un altro canale televisivo, abbandonare il 64 di SuperTennis e, unico aspetto positivo (?), rialzare il volume.


2 commenti:

G ha detto...

Una volta, in Erasmus, accusarono un mio amico canadese, tennista, di guardare film porno di sera in sala video. E invece no, guardava repliche di Wimbledon per continuare gli allenamenti anche lontano da casa...
Non puoi capire che risate quando hai tirato fuori anche tu la storia del porno!

PuroNanoVergine ha detto...

@
Mal comune... :)
Comprendo benissimo l'esperienza del tuo amico: il tennis femminile, non solo con la Sharapova, si presta al fraintendimento.

;