lunedì 1 maggio 2017

Vinci tu che (forse) vinco anch'io

Gli ultimi anni lavorativi sono stati turbolenti a dir poco: un susseguirsi di tagli al personale, di cassa integrazione, contratti di solidarietà, contributo economico alla mensa aziendale, riduzione del monte ferie, sospensione di alcune voci legate alla contrattazione di secondo livello ecc.ecc.

Questo Primo Maggio segue la visione, avvenuta il giorno prima, dell'ultima busta paga che riporta un netto in euro paragonabile a quanto mi veniva elargito una quindicina di anni fa (la decurtazione frutto dei tagli prima elencati).

Ora, io non voglio abbandonarmi alla polemica sterile, né tantomeno criticare l'Azienda che gentilmente mi fa omaggio di uno stipendio (seppur ridotto) da molti anni.

Se lavoro lo faccio innanzitutto per interesse, talvolta per passione.

Sembrerà strano, ma provo un legame affettivo con la Società che mi assunse ere geologiche fa (eravamo nella Prima Repubblica).
Un legame che si concretizza nelle persone, nei colleghi, negli amici, molti, che ho conosciuto in tutto questo tempo.

Anzi, a voler pensar bene, credo che il taglio dello stipendio, il suo ritornare a inizio millennio, sia un modo per farmi sentire di nuovo giovane, un ragazzo poco più che trentenne nel pieno della propria vitalità, il cui impegno era frutto in primo luogo dalla voglia costante di aggiornare le proprie conoscenze, di metterle concretamente in pratica, di affrontare nuove sfide.

Quindi, non mi resta che ringraziare l'Azienda per avermi offerto l'opportunità di uno svecchiamento insperato, in un rapporto fra Lei e il sottoscritto di tipo win-win: il Suo risparmio alla voce "Costo del Personale", la mia ritrovata gioventù.


Detto questo, che i Dirigenti abbiano rinnovato il parco macchine fa girare alquanto i coglioni. 

14 commenti:

Vanessa ha detto...

Ahahahaha!!!! Mi ricorda il mio precedente lavoro: filiale ridotta all'osso come gli stipendi dei superstiti ma i baroni della "casa madre" che nuotavano nell'oro fra premi e budget!

Poi, vabbe', ringiovanire ha i suoi costi!

PuroNanoVergine ha detto...

@Vanessa
E come è finita la filiale del tuo precedente lavoro?
Mi interessa, potrebbe presagire il futuro del mio di lavoro ;)

CirINCIAMPAI ha detto...

Mi sembra di avere qualche déjà vu.
Un paio d'anni in solidarietà (un'ora al giorno dai, fa piacere su non vi lamentate)
Un altro paio d'anni di solidarietà ( due ore al giorno, non cumulabili, beh però dai può ancora far piacere)
Un po' di prepensionamenti (liberamente avviatisi verso l'uscita a calci in culo)
Un po' di esodati
Un po' di prove di forza (non fate i capriccetti perché tanto più di tot non li possiamo tenere, e più vi lamentate più tempo perdiamo coi sindacati, meno fatturiamo più dobbiamo tagliare, oh!)
Un po' di soluzioni creative (ma non è che accettereste il part-time così per "lavorare meno lavorare tutti"; ma non è che vi trasferireste tutti "per stare vicini vicini" così oltre alle spese degli affitti se imparate ad alitare bene risparmiamo anche sul riscaldamento)

E sai che c'è? Me ne sono andata.

PuroNanoVergine ha detto...

@CirINCIAMPAI
Puntano sicuramente sulla sfiducia, sulla disaffezione e sull'incazzatura delle persone per indurle ad andarsene.
Te ne sei andata avendo un'alternativa di lavoro?
Da un anno sono delegato sindacale e vivere in prima persona le trattative con l'azienda di fronte a proposte di tagli pesanti (esuberi) è pesante emotivamente (tenuto conto poi che mi trovo anche nella parte dei potenziali esuberati).

Vanessa ha detto...

Chiusa ahinoi. 5 impiegati e 25 collaboratori (fra cui me) a casa. Pochi giorni prima della chiusura (ero fra i fortunati ad averlo saputo due mesi prima) mi sono tinta le lunghezze dei capelli color fucsia per la rabbia...

Anonimo ha detto...

Me ne sono andata, pur non avendo un'alternativa.
Non aveva senso restare in un'azienda che a domanda
"a che cosa ti servo e perché?" (lecita domanda dopo 15 anni lì dentro) risponde con un'altra domanda
"quanto sei disposta a pagare per restare a lavorare per me?"
La mia risposta è "zero!"

CirINCIAMPAI ha detto...

L'anonima sarei io, scusate.

PuroNanoVergine ha detto...

@Vanessa
@CirINCIAMPAI

Mi spiace per come è andata a finire (e temo un poco per come potrebbe andare a finire per me ;-)).
Spero abbiate trovato qualcosa di meglio.

CirINCIAMPAI ha detto...

Ancora non ho raggiunto una configurazione stabile ma ne è valsa la pena.
Ho imparato un sacco di cose, soprattutto su me stessa.
A volte si deve smettere di tentare di rianimare (è che sto guardando Grey's Anatomy, sorry).

In bocca al lupo, per tutto.

PuroNanoVergine ha detto...

@CirINCIAMPAI
Hai ragione, fin quando possibile vale la pena tentare, ma va evitato l'accanimento terapeutico (mi sento molto Marco Cappato :)).
Ricambio veramente di cuore l'in bocca al lupo.

Alberto Avanzi ha detto...

Bello post, in questo blog umoristico per una volta un argomento serio trattato in modo scherzoso ma profondo. Un grosso in bocca al lupo a te e ai tuoi colleghi per la difficile situazione aziendale che traspare dal post e dai commenti. Un abbraccio

PuroNanoVergine ha detto...

@Alberto Avanzi
Che piacere leggerti sul blog, Alberto.
Grazie per l'in bocca al lupo.
La situazione aziendale è precaria e per alcuni di noi si somma il problema di essere finiti in una "black list".
Se non altro essere un delegato FIOM della RSU mi aiuta nel trasformare la paura e l'umore basso in incazzatura per contrastare (per quello che si può fare) le scelte aziendali.
Un abbraccio e a presto (dobbiamo rivederci con Daniele).

Alberto Avanzi ha detto...

Anch'io ho voglia di rivederci, e condivido la tua scelta di, come dici tu "trasformare la paura e l'umore nero in incazzatura", se ricordi bene è la scelta che feci anch'oi quindici anni fa

PuroNanoVergine ha detto...

@Alberto Avanzi
Non ricordavo la tua motivazione: mi fa piacere sia la stessa ;-)

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